The Alliance for the Golden Years stems fromthe Ravasi Garzanti Foundation’scommitment to building a new urban welfare system dedicated to longevity. It is a civic and generative pact that goes beyond a simple assistance program to transform vulnerability and needs into opportunities for community, solidarity, and social innovation.

Perché il sostegno psicologico alle persone anziane può fare la differenza

Pubblicato il 29 Set 2026
sostegno psicologico anziani

Sostegno psicologico alle persone anziane! Come superare i pregiudizi e chiedere aiuto  

«Non ho bisogno dello psicologo», «I miei problemi posso risolverli da solo», «Alla mia età, ormai, cosa vuoi che cambi?». Per molte persone della Grande Età, rivolgersi a uno psicologo è ancora un argomento delicato, accompagnato da pregiudizi e dalla convinzione che chiedere aiuto sia un segno di debolezza. 

Eppure, con il passare degli anni possono cambiare molti aspetti della vita quotidiana e del modo in cui ciascuno percepisce sé stesso: il pensionamento, un lutto, i cambiamenti nelle relazioni familiari, una modifica delle condizioni di salute o la progressiva perdita di autonomia possono trasformare profondamente gli equilibri personali e familiari. Anche esperienze positive, come diventare nonni, avere più tempo libero o vivere nuove occasioni di socialità, possono aprire a nuovi scenari e portare a ripensare il proprio ruolo, le proprie abitudini e il modo di vivere le relazioni con gli altri.  

In ogni fase di transizione della vita, può essere utile avere uno spazio in cui fermarsi, dare un nome alle proprie emozioni e comprendere meglio ciò che si sta vivendo. Il sostegno psicologico alle persone anziane può offrire proprio questo: uno spazio di ascolto e confronto in cui esprimere le proprie emozioni, ritrovare fiducia nelle proprie risorse per affrontare i cambiamenti della vita con maggiore consapevolezza. Un’opportunità importante anche per i caregiver, formali e informali, che spesso mettono in secondo piano il proprio benessere per dedicarsi all’assistenza di una persona cara.  

Vediamo quando può essere utile rivolgersi a un professionista e come l’Alleanza per la Grande Età può aiutare persone e famiglie a trovare il sostegno più adatto. 

Sostegno psicologico nella Grande Età: perché è importante superare i pregiudizi? 

Per chi è cresciuto in un contesto in cui le difficoltà emotive venivano affrontate soprattutto in famiglia, rivolgersi a uno psicologo può sembrare ancora oggi una scelta insolita. Si tende a minimizzare il proprio disagio, a considerarlo una conseguenza inevitabile dell’età o a pensare che sia troppo tardi per cambiare. 

Eppure, il benessere psicologico è importante in ogni fase della vita. Per molto tempo, infatti, si è stati abituati a considerare le proprie emozioni, le questioni personali e relazionali come qualcosa da affrontare nella propria sfera privata, facendo affidamento sulla famiglia, sugli amici o sulle proprie capacità. Rivolgersi a uno psicologo può quindi essere percepito come qualcosa di estraneo alle proprie abitudini, oppure come una scelta necessaria soltanto in presenza di una condizione particolarmente grave. 

In realtà, ogni fase della vita può portare con sé trasformazioni, domande e possibilità di adattamento. Il sostegno psicologico alle persone anziane non serve a cambiare ciò che una persona è, ma può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo, valorizzare le risorse che già possiede e individuare nuovi modi per affrontare un passaggio della propria vita. 

Superare i pregiudizi significa anche riconoscere che prendersi cura del proprio benessere psicologico è parte della cura di sé, a qualsiasi età. Tristezza persistente, ansia e isolamento non sono conseguenze inevitabili della Grande Età. Quando questi vissuti compromettono la quotidianità, parlarne con il proprio medico o con uno psicologo può aiutare a individuare il percorso più appropriato. 

Solitudine e benessere psicologico: il valore delle relazioni nella Grande Età 

Con il passare degli anni, le occasioni di incontro possono diminuire e alcune relazioni diventare più difficili da mantenere. La solitudine, infatti, non dipende soltanto dalla frequenza dei contatti, ma anche dalla qualità delle relazioni e dalla possibilità di sentirsi ascoltati, coinvolti e parte di una comunità. 

Nella Grande Età, la perdita del partner, la lontananza dei familiari o una ridotta mobilità possono modificare la propria vita sociale. Talvolta, anche chiedere compagnia o esprimere il desiderio di partecipare a nuove attività può diventare difficile, soprattutto quando si teme di disturbare gli altri. 

Il sostegno psicologico alle persone anziane può aiutare a riconoscere questi vissuti, affrontare il senso di isolamento e ritrovare fiducia nelle proprie capacità relazionali. Ma il benessere emotivo non si costruisce soltanto attraverso i colloqui individuali: servono anche luoghi di incontro, occasioni di partecipazione e una rete di persone su cui poter contare. 

È qui che la comunità assume un ruolo fondamentale. Attività culturali, laboratori e iniziative di quartiere possono favorire nuove conoscenze e mantenere vivi interessi e relazioni. Ne sono un esempio i laboratori di musicoterapia, ortoterapia, scrittura autobiografica e arteterapia del progetto Trame di Cura in Biblioteca, che utilizzano musica, creatività e narrazione per favorire l’espressione personale e le relazioni. Anche il progetto CIAO! allo Spazio Calusca propone attività di gruppo e stimolazione cognitiva attraverso strumenti digitali, mentre i percorsi di Mente e Corpo comprendono attività come la pet therapy e il supporto psicologico individuale e di gruppo.  

È questa la visione che l’Alleanza per la Grande Età promuove: affiancare al sostegno individuale una rete di opportunità e relazioni, valorizzando le risorse del territorio e il ruolo della comunità nel benessere delle persone!