L’Alleanza per la Grande Età nasce dall’impegno della Fondazione Ravasi Garzanti per costruire un nuovo welfare urbano dedicato alla longevità. Un patto civico e generativo, che va oltre il semplice programma assistenziale, per trasformare fragilità e bisogni in occasioni di comunità, solidarietà e innovazione sociale

Il Manifesto

Un patto per la Grande Età

L’Alleanza per la Grande Età nasce dalla convinzione che la longevità non è una questione individuale, ma una responsabilità collettiva.

 

Il Manifesto è il cuore di questo impegno, un patto civico che unisce istituzioni, filantropia, terzo settore, professionisti, comunità, famiglie, persone anziane e caregiver, per costruire una città più capace di prendersi cura.

 

Non è una dichiarazione di intenti, ma una direzione condivisa, un modo per trasformare la cura in un sistema, rendendola più accessibile, coordinata e vicina alla vita delle persone.

Il Manifesto dell'Alleanza per la Grande Età

Alleanza

Insieme, la cura diventa sistema.

Un patto civico che unisce istituzioni, imprese, filantropia, terzo settore, professionisti, comunità, famiglie, anziani e caregiver, perché nessuno resti solo nella Grande Età.

Si fonda su una regia aperta, capace di ascoltare dall’interno, di adattarsi in itinere, di mettere a sistema risorse, servizi e competenze, generando un valore che nessuno potrebbe produrre da solo.

Non è assistenza diffusa: è architettura sociale, costruita su visione condivisa, prossimità, coprogettazione, cultura, formazione e ricerca applicata.

Affianca e rafforza l’azione pubblica, rendendo i percorsi più vicini e leggibili.

Milano sceglie la condivisione nella cura come paradigma di benessere comune, offrendo un modello per altri territori.

Longevità condivisa

È una questione collettiva.

La Grande Età è un bene comune, una responsabilità condivisa, un’opportunità e una risorsa di tutti e per tutti. La longevità riguarda i primi mille giorni di vita quanto gli ultimi.

Intendiamo abilitare la città e i suoi territori nell’accompagnare l’intero arco della vita, contrastando forme di emarginazione e solitudini crescenti.

Quando pubblico, filantropia, imprese e cittadini agiscono insieme, il benessere si moltiplica e le comunità sono più preparate.

La società per tutte le età è una realtà demografica e una direzione civica.

Riconoscere la longevità in buona salute significa rafforzare un patto intergenerazionale che tiene insieme memoria e futuro: un investimento, non un costo.

Linguaggi che cambiano lo sguardo

Le parole costruiscono il welfare.

I linguaggi orientano politiche e relazioni. Non solo le parole: la danza, il teatro, la musica, le arti modificano gli immaginari.

Scegliamo parole che superano stereotipi e restituiscono dignità, competenze e gioia alla Grande Età.

Gli stili comunicativi – verbali, multimediali, artistici, corporei – guidano il modo in cui costruiamo servizi e accompagnano chi cura e chi è curato.

Cambiare i linguaggi apre spazio a nuovi diritti, diffuse responsabilità e forme di protagonismo e partecipazione.

Una convergenza dei saperi e un vocabolario condiviso sono condizioni di possibilità: senza parole comuni, costruire alleanza è impossibile.

Ecosistemi abilitanti

La sicurezza nasce dal contesto.

Costruiamo comunità attive dove lo scambio continuo fra servizi, operatori, famiglie, cittadini e anziani genera apprendimento reciproco in una responsabilità condivisa.

La coprogettazione è il metodo: ogni servizio nasce dall’ascolto di chi lo vive, con meccanismi condivisi di verifica.

La ricerca orienta, ascolta, evolve. Le competenze crescono nel tempo, nelle relazioni, attraverso la convergenza di saperi diversi.

Le tecnologie digitali, adeguatamente rese disponibili e governate, rendono l’accesso ai servizi più semplice, sempre con l’attenzione a non escludere chi il digitale ancora non padroneggia.

Quando il contesto è coordinato e vivo, la città e i suoi territori diventano luoghi di vicinanza e solidarietà contemporanea. L’empatia è la forza che rende sicuro il contesto.

Ascolto e prossimità

La prima forma di cura.

Gli sportelli di quartiere sono luoghi di vicinanza, ospitati in spazi già riconosciuti e vissuti dalla comunità e capaci di raggiungere anche chi non si è ancora fatto avanti.

Connettono servizi, attori del welfare e risorse del territorio in modo integrato e stabile, anche in connessione con il lavoro domiciliare: strumento essenziale di ascolto precoce.

Costruiscono percorsi personalizzati di orientamento, accompagnamento e supporto per sostenere l’autonomia e l’emancipazione delle persone, in relazione ai loro contesti di vita.

Noi

La contribuzione sociale che trasforma.

Il welfare cittadino nasce dalla corresponsabilità e dalla gioia di costruire insieme.

Il pubblico garantisce diritti; la filantropia sperimenta e accelera; il terzo settore gestisce; le comunità creano legami; cittadini, caregiver e famiglie portano esperienza; le università producono conoscenza.

L’Alleanza rende queste energie coerenti e operative, trasforma contributi diversi in benessere che si misura in risultati reali nella vita delle persone.

Zone, reti, replicabilità

Una città connessa è più forte.

Il modello distribuito, radicato nei quartieri e nei territori, costruisce una rete riconoscibile ovunque, urbana e non.

In ogni zona della città si colloca un nodo civico con strumenti comuni e pratiche condivise.

Il modello è progettato per crescere con l’esperienza, per essere replicabile e per mantenere qualità anche in contesti con meno risorse.

Può rappresentare un modello scalabile verso altri territori italiani, tanto urbani che nelle aree interne.

Autonomia e centralità della persona

Ogni storia conta.

Ogni persona ha una storia e un modo unico di vivere, esito anche delle relazioni che ha costruito nel tempo: una identità da rispettare e valorizzare.

La cura sostiene l’autonomia possibile, proattivamente, anticipando i bisogni prima che diventino emergenza, e riconosce che siamo tutti, in modi diversi, interdipendenti, in ogni fase e condizione della vita.

L’Alleanza protegge, orienta e accompagna senza barriere, sperimentando su piccola scala quanto può essere poi moltiplicato.

Equità, fiducia e gioia sono la base di ogni relazione.

Il Manifesto dell’Alleanza per la Grande Età

A L L E A N Z A icona

Aderisci al Manifesto

Costruiamo una città dove ogni età è riconosciuta, rispettata, accompagnata.

 

Milano, una città che anticipa, connette, cura. Puoi aderire come cittadino, organizzazione o realtà del territorio. Bastano pochi passaggi per diventare parte di questo impegno condiviso.

    Hanno già firmato

    Antonio Talarico
    Licia Cianfanelli
    Giuliano Soldà
    Benedetta Spada Longevity
    Valentina Mora
    Daniela Nani
    Adriano Pirovano
    Mirella Iaia
    Paolo Rosazza
    Valentina Ugo
    Silvana Girardini
    Marialuisa Antonini
    Angela Bernasconi
    Monica Sala
    Rosantonietta Scramaglia
    Lina Sotis
    Maria Vittoria Bufali
    Arianna Tagliaferro
    Barbara Alfieri
    Marco Zanellato
    Anna Cecini
    Anna Cecini
    Anna Cecini
    Giuseppe Colangelo Roccanova
    Andreina Maggi
    Isabella Resio
    Maria Xanthoudaki
    Roberto Mauri
    Elia Monti
    Monica Barbarotto
    Silvana Barbieri
    Giulia Anzalotta
    Rosanna Masini
    Rosanna Masini
    Lina D'adda
    Luca Mauri
    Domenica Vitale
    Roberta Garbagnati
    Giuseppe Bagnasco
    Daniela Piglia
    Achille Lex
    Claudia Cogliati
    Chiara Mazzetti
    Carlotta Mercatali
    Federico Maggi
    Francesca Ansaldi
    Enrica Ranci
    Carla Sedini
    Aviva Setton
    Mario Giovanni Marini
    Maria Teresa Zocchi
    Giads Negrini
    Maria Luisa Cito
    Maria Luisa Lapacciana
    Elisabetta Degasperi
    Alessandra Medolago Albani
    Sabina Nanti
    Elena Amistà
    Antonella Musatti
    Irene Sartorelli
    Emanuele Poloni
    Alberto Martinelli
    Enrica Chiappero-martinetti
    Stefania Fuso Nerini
    Francesca Nv
    Ilaria Fontanella
    Maria Di Sevo
    Matteo Zanoletti
    Beatrice Longoni
    Maria Cristina Negro
    Alberto Fossati
    Geraldine Gutierrez
    Valeria Di Giammatteo
    Katia Stoico
    Attilio Busolin
    Margherita Saraceno
    Alberto Ghiringhelli
    Rui Quintas
    Massimo Pasqual
    Giulia Valerio
    Lorena Rogato
    Ivana Di Lecce
    Rita Bramante
    Sissi Semprini
    Liliana Selo
    Marta Anita Moroni
    Tommaso Correale Santacroce
    Nadia Antoniotti
    Chiara Lusetti
    Cecilia Albertoni
    Giulia Borioli
    Ivana Appolloni
    Costantina Regazzo
    Vincenzo Salvi
    Alessandra Crippa
    Carla Piersanti
    Barbara Masella
    Chiara Grosso
    Marco Zanobio
    Sabrina Aguanno
    Francesca Calegari
    Giancarlo Cordani
    Salvatore Valenti
    Orietta Lunghi
    Patrizia Cerutti
    Marco Papà
    Lamberto Bertolé
    Alberto Castelli
    Giada Lonati
    Leonora Chiavari
    Sara De Carli
    Gerardo Ceriale
    Cinzia Pollio
    Serena Grassi
    Paola Giudici
    Susanna Coppolecchia
    Enrico Oggioni
    Milena Santerini
    Tullio Giuliani
    Monica Mazzoleni
    Elena Elide Fortunato
    Sergio Di Nola
    Egidio Riva
    Raffaele Benaglio
    Franca Maino
    Anna Zanetti
    Anna Zanetti
    Francesco Carlo Maria Luigi Dori
    Camilla Borghi
    Beatrice Ferrarini
    Alessandra Cutillo

    Sei un'organizzazione?

    Anche le organizzazioni possono aderire al Manifesto e contribuire attivamente alla costruzione di una rete di cura più forte, accessibile e vicina alle persone.

     

    Firmare il Manifesto significa condividere valori, visione e responsabilità sociale, entrando a far parte di un’alleanza che mette al centro comunità, territori e qualità della vita.

      Realtà che hanno già firmato